Memoria dei fluidi
Giuseppe Penone Scultore
Giampaolo Penco
Italia, 2012, 59′
Lingua: italiano, francese
Sottotitoli: inglese
Lingua: italiano, francese
Sottotitoli: inglese
Giuseppe Penone, esponente di spicco del movimento dell’Arte Povera viene seguito per più di un anno, tra le sue opere e le sue mostre in Europa.
Giuseppe Penone, esponente di spicco del movimento dell’Arte Povera viene seguito per più di un anno, tra le sue opere e le sue mostre in Europa.
SINOSSI
L’incipit del film documenta le fasi di costruzione e installazione di una grande opera pubblica in bronzo realizzata per la GAM di Torino, «In limine», inaugurata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Da qui prende avvio il racconto dell’opera di Giuseppe Penone. Partendo dai lavori degli ultimi anni, come «Sculture di linfa», installazione presentata alla Biennale di Venezia del 2007 e oggi al MAXXI di Roma, o «L’albero delle vocali» nel Giardino delle Tuileries a Parigi, un albero in bronzo divelto che distende i suoi rami sulla superficie del terreno, il film risale fino agli inizi: le scelte radicali, l’opposizione alla cultura internazionale dell’epoca, che già flirtava con le mode del consumo, la decisione di lavorare a Garessio, il paese di montagna in cui è nato, e il fascino delle tradizioni popolari, che affondano le loro radici nella magia dei luoghi e del paesaggio.
A Garessio restano la casa di famiglia e il ricordo di un’infanzia tra i paesaggi montani, segnata dall’esperienza di un nonno scultore e di un padre agricoltore. Da qui parte un’azione artistica che raggiunge un’eco internazionale fin dagli esordi, alla fine degli anni Sessanta.
Al centro c’è il nucleo della sua ricerca: “Qualsiasi movimento nello spazio ha già in sé tutti i caratteri della scultura. Respirare è scultura come un’impronta digitale è un’immagine pittorica. Nel mio lavoro, spesso rendo visibile un gesto che normalmente può essere automatico, involontario; sono le forme legate al volume e alle azioni del nostro corpo. Un soffio di vento equivale a un respiro.”
Ci sono poi le persone che vivono e lavorano con lui: la famiglia, gli artigiani e gli assistenti che danno forma al suo pensiero, chi lo conosce fin dall’inizio, come Germano Celant, e chi condivide con lui un rapporto di stima e di collaborazione, come Daniel Soutif.
C’è l’idea di identità, che si materializza nell’impronta, e la contraddizione di una cultura contemporanea che ci spinge a cancellare la nostra identità, mentre l’arte chiede di affermarla.
E poi c’è la natura, che si confonde con l’uomo, e l’uomo che “fluisce” nella natura.
CREDITI
Regia Giampaolo Penco
Produzione Videoest
Con Giuseppe Penone, Germano Celant, Daniel Soutif, Laurant Busine, Giampaolo Penco
Festival FiFa di Montrèal 2013, Art Doc Festival MAXXI Roma 2014, Rovereto MART 2014