Roma al centro

Arte senza compromessi

7 Documentari
7 ore e 5 minuti
Film inclusi nella rassegna
  • Cy Dear
  • Pino
  • Fabio Mauri. Ritratto a luce solida
  • Giosetta Fioroni: Pop Sentimentale
  • Tutto su mio padre Fabio Sargentini
  • Mimmo Rotella. Strappi di vita 
  • Swinging Roma

La scena romana è un’immersione nell’arte italiana del secondo Novecento, vista attraverso le vite e le opere di alcuni dei suoi protagonisti più carismatici. Da Cy Twombly a Pino Pascali, da Fabio Mauri a Giosetta Fioroni, i documentari tracciano un ritratto vivido e personale di una stagione creativa irripetibile, che ha avuto nella Roma artistica un centro pulsante di sperimentazione e libertà espressiva. Tra memoria e visione, ironia e impegno, la rassegna racconta un tempo in cui l’arte si faceva gesto, teatro, parola e corpo, con uno sguardo che ancora oggi continua a parlarci.

TESTO CURATORIALE
La scena artistica romana del secondo Novecento rappresenta un’epoca indimenticabile, un crocevia irripetibile di energie, sperimentazioni e personalità eccentriche, in cui l’arte si manifestava come smania multimediale, oltre la pittura, con fare curioso e colto, tra letteratura, teatro, figurativismo e performance. La rassegna Roma al centro ci guida in un viaggio tra vite e opere di alcuni dei protagonisti più carismatici di quella stagione, restituendo la Roma degli atelier, delle gallerie, delle piazze e dei musei come cuore pulsante dell’arte a livello internazionale.

Cy Twombly non è solo un pittore, ma diventa interprete sensibile di una città e di un tempo. La sua arte nasce dall’incontro tra memoria e materia, tra ironia e lirismo, e il film ci mostra come Roma diventi per Twombly un laboratorio permanente, uno spazio in cui il gesto pittorico è insieme riflessione e azione poetica.

Giosetta Fioroni, porta in scena la dimensione emotiva e narrativa della Roma artistica, trasformando la cultura pop in un racconto personale e universale. Le sue opere sono testimonianze vive di un’arte che oscilla tra leggerezza e profondità, tra familiarità e straniamento, incarnando lo spirito di una città che accoglie e stimola sperimentazione e innovazione.

Fabio Mauri si muove con rigore intellettuale tra performance, installazioni e riflessione critica. Roma per Mauri è spazio di confronto e dibattito, teatro di un’arte impegnata che mette in discussione storia, politica e memoria collettiva. Il film restituisce il suo lavoro come pratica che unisce pensiero e gesto, parola e corpo, evidenziando la capacità di Mauri di trasformare il laboratorio in esperienza pubblica e condivisa.

Pino Pascali rivela il lato ludico e sperimentale di quella stagione romana. I suoi oggetti e le sue installazioni mostrano un’arte che gioca con la forma e lo spazio, capace di fondere ironia e riflessione critica. Pascali trasforma la materia in racconto e lo spazio in esperienza sensoriale: la Roma degli anni Sessanta e Settanta diventa così un palcoscenico per la creatività più libera e originale.

Fabio Sargentini ci offre una prospettiva intima e personale sulla Roma delle gallerie e della sperimentazione culturale. Attraverso ricordi, immagini e incontri, il documentario restituisce la figura di un mediatore culturale e promotore di avanguardie, capace di fare della città un centro vivo di innovazione artistica e sociale.

Infine, Andrea Bettinetti ci conduce in un ritratto corale della capitale come epicentro di incontri, contaminazioni e sperimentazioni. Il film coglie la vitalità di una stagione in cui l’arte si muoveva tra ironia e impegno, tra leggerezza e profondità, restituendo la Roma degli artisti come un luogo ancora oggi carico di suggestioni e insegnamenti.

Insieme, questi documentari compongono un mosaico di esperienze e visioni che racconta la forza di una generazione e di una città che hanno fatto dell’arte uno spazio di libertà e confronto. Roma al centro non è solo un viaggio nella storia dell’arte italiana: è un invito a riscoprire il valore del gesto creativo, la complessità delle relazioni tra artisti e città, e il potere dell’arte come pratica viva, critica e appassionata.

Consigli per la programmazione

  • Giornata del contemporaneo

    Ottobre 2026

Nessun risultato?
Se vuoi che Audiovisiva inviti la tua università,
accademia o scuola superiore ad attivare
un abbonamento, compila questo form.