Radical design
Il pensiero antagonista
Il pensiero antagonista
- SuperDesign
- Andrea Branzi. Moderno, postmoderno, primitivo
- Volevo essere Walt Disney. Alessandro Mendini
- Perchè un film su Michele De Lucchi
- Il treno di Sottsass
- Alessandro Guerriero Alchimia. Il corpo, il rebus, il flipper
- Fare… Franco Raggi
- Il Mobile Infinito e l’Alchimia
Una stagione di completa interconnessione tra Architettura, Arte e Design come mezzi di espressione e affermazione ribelle. Gli anni Sessanta e Settanta in Italia segnano la nascita del movimento radicale all’interno del quale si sono mossi e formati diversi personaggi scardinatori dell’ordine costituito. Le esperienze dei diversi collettivi, quali Superstudio, Archizoom, Studio 65, UFO, Alchimia, Memphis ci trasportano nella fervente atmosfera di quegli anni e nella ricerca di chi ne fece intrepidamente parte.
TESTO CURATORIALE
Gli anni Sessanta e Settanta sono per l’Italia un periodo di straordinario fermento sociale, politico e culturale. È in questo clima che nasce, cresce e si afferma il movimento radicale: una corrente eterogenea e indisciplinata, che attraversa architettura, design e arte proponendo una critica profonda alla modernità e ai suoi modelli consolidati. Non si tratta di uno stile, ma di un atteggiamento. Un modo di pensare il progetto come gesto concettuale, provocazione visiva, atto politico.
Una nuova generazione di progettisti – spesso formatisi nei vivaci contesti universitari di Firenze e Torino – rifiuta il ruolo tradizionale dell’architetto come mero risolutore tecnico, e si impone come pensiero critico incarnato nella forma. Superstudio, Archizoom, UFO, Studio 65, ma anche figure “nomadi” come Pettena, Branzi, Mendini, De Lucchi, Sottsass, Guerriero, sono i protagonisti di una stagione che mette radicalmente in discussione i confini tra discipline, contaminando architettura, design, arti visive e filosofia. L’oggetto d’uso diventa manifesto, l’ambiente si fa visione, il linguaggio si frammenta in una molteplicità di codici.
Questa rassegna ripercorre quella stagione attraverso una serie di documentari che, ciascuno a suo modo, raccontano una costellazione di figure, visioni e sperimentazioni che hanno ridefinito il significato stesso di “fare progetto”. Una generazione inquieta, intellettualmente ribelle, capace di opporsi tanto al razionalismo quanto al funzionalismo, per aprire uno spazio più ampio alla riflessione simbolica, antropologica e politica del design.
La consacrazione internazionale arriva nel 1972 con la mostra Italy: The New Domestic Landscape al MoMA di New York, a cura di Emilio Ambasz, dove per la prima volta le esperienze radicali vengono riconosciute come parte essenziale dell’identità del design italiano contemporaneo.
Questa non è solo una lezione di stile, ma una sfida culturale ancora attuale: essere o non essere radicali significa oggi interrogarsi sul senso del progetto in un mondo che cambia, sulla responsabilità del designer nei confronti della società, sull’urgenza di immaginare alternative reali.
Tra utopia e disincanto, dissacrazione e costruzione, il design radicale continua a parlarci di libertà, ironia, senso critico. Una stagione forse irripetibile, ma ancora capace di generare domande necessarie.
Consigli per la programmazione
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GIORNATA DEL DESIGN ITALIANO NEL MONDO
Febbraio 2027 -
GIORNATA DEL MADE IN ITALY
Aprile 2026