Milano capitale del design

La generazione dei maestri

9 Documentari
5 ore e 20 minuti
Film inclusi nella rassegna
  • Amare Gio Ponti
  • Achille Castiglioni. Tutto con un niente
  • Vico: il grande semplice
  • Franco Albini. Uno sguardo leggero
  • Alfabeto Mangiarotti
  • Un angelo su Milano: Mangiarotti e la città
  • Sinceramente, Gae
  • Gae Aulenti e la sua casa-archivio
  • Cini Boeri. Autonomia e funzione

Milano, capitale del design è un percorso tra luoghi, volti e idee che hanno reso la città un punto di riferimento mondiale per la cultura del progetto. Dai grandi maestri come Gio Ponti, Gae Aulenti, Castiglioni, Albini fino ai “ribelli” come Sottsass e Mendini, o a voci più intime e contemporanee, come De Lucchi, la rassegna intreccia racconti di vita e visioni creative. Attraverso case-archivio, oggetti iconici, treni, luci e sogni, questi film ci conducono dentro l’anima di Milano, dove il design nasce dal dialogo tra spazio, tempo e immaginazione. Una città che non solo si racconta, ma si reinventa, ogni giorno, attraverso chi la pensa e la abita.

TESTO CURATORIALE
L’insegnamento di Milano inizia attraverso lo sguardo per le strade che si rivelano costellate di architetture e oggetti che parlano di un’intera generazione di progettisti milanesi, di nascita o di adozione, che ne hanno incarnato l’anima più progressista e dinamica. Non solo professionisti instancabili, ma anche educatori generosi, interpreti di una scuola politecnica di grande spessore e di elevata statura culturale. Figure che hanno contribuito a rendere la città un laboratorio permanente di idee, in cui il design e l’architettura dialogano con l’arte, la tecnologia e la vita quotidiana.

Visionario e poliedrico, Gio Ponti è stato il grande ambasciatore dell’italianità nel mondo, capace di coniugare eleganza e funzionalità. Fondatore e direttore della rivista Domus, ha saputo costruire un immaginario che ha influenzato intere generazioni di progettisti. Le sue architetture, come il Grattacielo Pirelli, e i suoi oggetti di design, dalle porcellane Richard Ginori agli arredi per Cassina, testimoniano una capacità unica di unire rigore e leggerezza, tradizione e modernità. Ponti non solo ha costruito, ma ha insegnato a guardare il mondo come spazio da reinventare continuamente.

Maestro dell’ironia e della sottrazione, Achille Castiglioni ha insegnato che il design nasce dall’osservazione attenta delle cose semplici. Con i fratelli Livio e Pier Giacomo ha firmato icone come la lampada Arco o lo sgabello Mezzadro, capaci di trasformare oggetti comuni in invenzioni straordinarie. Il suo approccio era fatto di leggerezza e intelligenza: “se non sei curioso, lascia stare”, diceva ai suoi studenti al Politecnico. Castiglioni ha trasmesso l’idea che il progetto non sia mai autoreferenziale, ma debba restituire funzionalità e piacere d’uso, senza mai rinunciare alla poesia.

Figura rigorosa e colta, Franco Albini ha incarnato la dimensione più etica e austera del razionalismo italiano. Architetto, designer e allestitore, ha lavorato sempre con un’attenzione maniacale al dettaglio e ai materiali, con l’obiettivo di coniugare leggerezza strutturale e chiarezza formale. I suoi allestimenti museali e gli arredi, come la poltrona Margherita, sono tuttora modelli di equilibrio e raffinatezza. Al Politecnico di Milano, Albini ha formato generazioni di studenti trasmettendo l’idea che l’architettura fosse un servizio civile e una responsabilità culturale.

Ingegnere e architetto, Angelo Mangiarotti è stato un maestro di sobrietà e precisione. La sua opera si fonda su una ricerca continua della relazione tra funzione e bellezza, con una particolare attenzione all’uso innovativo dei materiali. Celebre per la sua capacità di far dialogare industria e artigianato, ha realizzato arredi e architetture in cui la perfezione tecnica si fonde con una sensibilità quasi scultorea. Milano, per Mangiarotti, è stata un laboratorio aperto in cui sperimentare forme di essenzialità senza compromessi, capaci di diventare senza tempo.

Unica donna tra i grandi maestri della sua generazione, Gae Aulenti ha saputo affermarsi in un panorama dominato da uomini con un linguaggio originale e autorevole. Architetta cosmopolita, ha firmato progetti che hanno trasformato luoghi simbolo, come la riconversione della Gare d’Orsay a Parigi o la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia. Le sue lampade, come la Pipistrello, dimostrano una sensibilità particolare per la relazione tra luce, spazio e atmosfera. La sua casa-archivio a Milano racconta ancora oggi la storia di un’intellettuale che ha fatto della progettazione un gesto civile e poetico.

Architetta e designer dalla forte impronta sociale, Cini Boeri ha posto sempre al centro del suo lavoro l’individuo e la qualità dell’abitare. Allieva e collaboratrice di Gio Ponti, ha portato avanti un’idea di architettura come spazio di autonomia e libertà, progettando case, interni e arredi pensati per migliorare la vita quotidiana. Le sue poltrone e divani modulari, come il Bobo e il Serpentone, riflettono un’attenzione particolare all’uso informale e personalizzabile degli spazi. Con coraggio e coerenza, Boeri ha aperto la strada a nuove forme di abitare democratico e inclusivo.

Maestro dell’anti-retorica, Magistretti ha elevato l’ordinario a straordinario attraverso una progettualità sobria e colta, dove la semplicità diventa strumento di raffinatezza. La sua opera è una «teoria della prassi», in cui l’estetica nasce dalla funzione, e la leggerezza diventa valore.

Questi maestri, ciascuno con la propria voce e il proprio linguaggio, hanno contribuito a trasformare Milano in una capitale del design, non solo per la quantità e qualità delle opere realizzate, ma per l’impronta culturale che hanno lasciato. Le loro architetture, i loro oggetti e i loro insegnamenti hanno generato un’eredità che continua a nutrire la città e le nuove generazioni di progettisti. Nei loro lavori si intrecciano innovazione tecnica, rigore formale e sensibilità poetica, restituendo l’immagine di una Milano che non è semplice vetrina di eccellenze, ma luogo vivo di dialogo, sperimentazione e memoria. La rassegna ci invita a percorrere questo patrimonio non come un archivio statico, ma come un organismo in continua trasformazione: la testimonianza di una città che, attraverso il design, continua a interrogarsi, reinventarsi e proiettarsi nel futuro.

Consigli per la programmazione

  • GIORNATA DEL DESIGN ITALIANO NEL MONDO

    Febbraio 2027
  • GIORNATA DEL MADE IN ITALY

    Aprile 2026

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